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giovedì 27 maggio 2021

Quanto è bello viaggiare

 Quanto è bello viaggiare

Viaggiare vuol dire liberare la mente e  il corpo. Quindi sapere che non ci si può spostare per colpa della pandemia, non è molto bello. Io da piccola per fortuna ho viaggiato in Italia, in Portogallo, in Francia (Eurodisney), in Germania, in Irlanda e mi è piaciuto molto, ma vorrei visitare anche altri posti nel mondo come l’America, la Francia e la Spagna (oltretutto sono gli Stati più nobili). Mi piace viaggiare anche perchè amo dormire sull’aereo e sul treno; mi piace guardare fuori dal finestrino per vedere la gente, le case e la natura. In viaggio succedono anche cose strane… Lo scorso anno, per esempio, ero a Torino con i miei genitori: mio padre era tornato dalla partita della Juventus e mentre stavamo entrando nel treno per tornare in albergo le porte si sono chiuse e mi hanno presa perché, essendo pieno di gente, non sono riusciti  a farle chiudere. Per fortuna non mi è successo niente!!Comunque sono felice perché ho potuto viaggiare prima di questo maledetto virus e  vorrei tanto fare altri viaggi. Non vedo l’ora che questo virus sparisca così possiamo tornare a viaggiare!

Vittoria Di Fulvio

domenica 16 maggio 2021

La batteria in soffitta

 


La mia storia con la batteria, oppure come la chiamavo da piccolo la “battiria”, è iniziata quando avevo tre anni. Me la regalarono a Natale una di quelle vere ma misura baby, ovviamente non sapevo ancora suonarla ma piano piano insieme a mio padre imparai a tenere il tempo… Crescendo avrei voluto averne una di quelle acustiche ma i miei genitori mi dicevano che faceva troppo rumore e dava fastidio ai vicini di casa.

Quest’anno a sorpresa, per il mio 10° compleanno, me l'hanno regalata...una batteria vera ma elettronica.

Ho iniziato tre mesi fa a suonarla, in soffitta, senza lezioni, ma da solo con mio padre, che non è un batterista, ma qualcosa può insegnarmi perché suonava il basso elettrico in un gruppo fino a qualche anno fa. Fino adesso sto imparando le basi e sto provando a suonare seguendo le canzoni che ascolto in cuffia, ma per me è anche uno sfogo, quando suono non penso ad altro.

La mia batteria è composta da: cassa, rullante, tom 1, tom 2, tom 3(timpano), poi i piatti come il charleston, il ride ed infine il crash.

Ora però basta parlare della mia batteria, parliamo un po’ della “storia delle percussioni”, iniziata, pensate, dagli uomini primitivi che utilizzavano, al posto delle nostre bacchette, le mani, i piedi o addirittura le loro armi.

Così nacquero gli strumenti a percussione.

In seguito, la storia delle percussioni continuò con i Greci e con i Romani. Questi ultimi suonavano con il timpano, i tamburi, i cimbali e lo scabellum che serviva a tenere il tempo, proprio come la cassa della batteria di oggi.

Col passare dei secoli questi strumenti si evolsero fino a quando furono uniti in uno strumento unico: LA BATTERIA. Questa ha origine americana e nasce intorno al 1900, viene utilizzata per suonare principalmente musica Jazz, Pop, Rock e Metal.

Ci sono due tipi di batterie, acustica ed elettronica: quella acustica suona grazie alle casse di risonanza, mentre quella elettronica deve essere collegata alla corrente e suona grazie a una centralina che è collegata tramite cavi elettrici ad ogni componente.

La batteria elettronica deve obbligatoriamente essere attaccata alle casse elettriche altrimenti non si sente il suono. Un’altra differenza tra le due è il rumore: in quella acustica non si può regolare il volume, mentre in quella elettronica si può fare o decidere se suonare in cuffia.

Praticamente quella elettronica si suona come quella acustica, ma il suono è simulato dal tocco delle bacchette sui “pod”. Una cosa che hanno in comune, invece, è che entrambe sono modulabili cioè possono essere modificate a proprio piacimento, aumentando i componenti come i piatti, le casse, i tom…

Sono così appassionato da questo strumento che sono curioso di imparare anche da chi la suona per professione e tra tutti i batteristi che ascolto ce ne sono tre in particolare che mi hanno colpito: Dominic Howard che suona con una delle mie band preferita i “Muse”, Nicko McBrain che suona con la mia band preferita gli “Iron Maiden” e infine Rick Allen che suona con i “Def Leppard” che ha lasciato il segno nella storia della batteria poiché a causa di un incidente stradale perse tutto il braccio sinistro e progettò un “drum set” in grado di permettergli di continuare a suonare.

Il mio sogno nel cassetto è diventare bravo come queste leggende e magari diventare leader di un gruppo rock!!!

Christian Bertolino




sabato 15 maggio 2021

Lo sport che amo



Io ho fatto tanti sport diversi, avrò iniziato a sette anni, mi piaceva farli anche perché li sceglievo io ma poi mi stancavo e ne iniziavo un altro.

Non ho mai raggiunto un livello alto perché dopo un po’ mi stancavo nel senso che non era lo sport perfetto.

Guardo tanti video su youtube e qualche volta mi capita di vedere ginnaste, ginnaste bravissime e anche una mia amica fa ginnastica, quindi finito uno sport ho iniziato a praticare la ginnastica artistica.

Ero molto contenta e sempre più convinta della mia scelta. Arrivato il giorno della prova sono entrata nel tendone, mi sono fatta delle amiche e abbiamo iniziato a fare potenziamento, poi attrezzi.

Dopo quel singolo giorno mi faceva male tutto ma giorno dopo giorno, nonostante i dolori ai muscoli ancora poco allenati, imparavo sempre qualcosa in più. Oggi sono ai livelli di una che fa ginnastica da tanti anni ma non mi vanto del mio risultato pur essendo molto soddisfatta; al contrario cerco sempre di vedere e di arrivare a chi è più bravo di me.

Io non ho fatto questo sport per vincere gare, ma per imparare a fare cose che non so fare.

La ginnastica potenzia muscoli, addominali ed equilibrio e in meno di un anno ho muscoli addominali e quel po’ di equilibrio che serve per fare due passi in verticale.

Quando è bel tempo mi alleno facendo addominali e potenziando i muscoli delle gambe perché a casa perfeziono le cose che so fare. Ci sono cose che non so fare e che vorrei imparare ma con questo covid l’insegnante non mi può aiutare più di tanto. La ginnastica artistica è uno sport che non ti puoi perdere neanche una lezione e per questo ci sono delle cose a cui devo rinunciare ma io farei di tutto pur d’imparare e diventare brava come tante campionesse che vediamo alle olimpiadi o ai campionati mondiali.

Marzia Galletti 

LA DANZA CLASSICA

 

LA DANZA CLASSICA

La danza è uno sport molto bello. Esistono tanti tipi di danza, ma voglio parlare della DANZA CLASSICA che si è sviluppata a partire dal 1661 quando il re di Francia Luigi XIV fondò a Parigi ľAcademie Royale de Danse. La danza classica é un particolare stile di danza teatrale che comprende cinque passi fondamentali: Plié, Battement, Arabesque, Rond de Jambè e Pass de bourèe
Per le lezioni bisogna indossare il tutù, collant e mezze punte o per spettacoli può essere utilizzato anche un gonnellino pratico svolazzante e molto corto.
Per praticarla ci vuole molto riscaldamento e concentrazione. La danza classica è la base di tutte le danze teatrali, è arte, energia, impegno, morbidezza, disciplina, passione ed eleganza.

Alexia Goidea


 

 


 

IL PATTINAGGIO

IL PATTINAGGIO

Il pattinaggio è uno sport molto conosciuto; esiste sia quello sul ghiaccio e sia quello a rotelle.
Carolina Kostner è una pattinatrice sul ghiaccio vincitrice della medaglia di bronzo mondiale 2012 che partecipò alla gara di pattinaggio di figura dei XXII giochi olimpici invernali.
Melissa Ciminde Condido è una pattinatrice artistica a rotelle italiana che ha vinto i mondiali del 2005, 2006, 2009 ,2010, 2011 e sei campionati    nazionali italiani nel 2005, 2006, 2007, 2009, 2010, 2011.
Il pattinaggio a rotelle è praticato a livello sportivo per hobby, con l’uso di vari tipi di pattini: pattini tradizionali, caratterizzati dalle quattro rotelle che formano un quadrato e i rollerblade, dove le quattro ruote sono disposte in un’unica fila
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Vanessa Malatesta


                                                                                                                         

Il mio posto del cuore

 

Il mio posto del cuore

C.I. del Levante

Il Centro Ippico del Levante è il posto dove passo la maggior parte del mio tempo.
Presso il C.I. del. Levante ho trovato delle persone speciali a partire dalla mia istruttrice e gli altri istruttori, senza dimenticare gli allievi di tutte le età, dal più piccolo al più grande, con i quali abbiamo formato un gruppo molto unito, e ci aiutiamo sempre a vicenda.
È come stare in una grande famiglia, anche con tutti i genitori; si scherza, si gioca, ci si aiuta, e a volte quando si esce in concorso stiamo tutti insieme anche per più giorni quando si va più lontano.
Al centro di tutto questo, naturalmente, ci sono i nostri amati cavalli che curiamo e coccoliamo e insieme a loro ci alleniamo e impariamo a non arrenderci mai, a mantenere un impegno, e tante altre cose. È un posto molto bello in mezzo alla natura.
  

                                                                                                           Sergio Boccia